
...si esatto, direi che di acqua ne è passata proprio tanta sotto i ponti quest'anno... guarda il Tevere come s'è ridotto...
Comunque non è che non ho voglia di scrivere, è che non c'è niente da dire, e poi se anche uno avesse due righe da dire al mondo ci sarebe sempre la tesi a risucchiarsele, o pf (pour femme), o un sms, o una frase su msn... insomma c'è sempre un acronimo che si assorbe quello che hai da dire.
Primo parlavo della storia dell'acqua..beh il 2009, il futuro (che parolona) non credo che sarà meno acquatico del 2008, però devo ammettere che è stato un anno incredibile.
Di questi mesi, se avessi una di quelle polaroid istantanee degli anni 80, tra le foto dell'album ci metterei:
...un bel primo piano all'indecisione di gennaio e ai consigli degli amici quando toccava scegliere se iniziare a scrivere oppure no, poi ci metterei una serata al 45giri sul tema Carrà, il giorno di carnevale in tailleur, un ingegnere che progettava scudi antinucleari, una sera strana e confusa a casa mia, un "ripassa quando sarai cresciuto", una notte al computer che ha cambiato il corso degli eventi.
Salverei into the wild, il pollo al curry, una litigata a San Lorenzo e un tassista simpatico, Pasqua e il camino di una trattoria, un viaggio in macchina per milano, una mattina assurda e indimenticabile, e poi momenti molto belli e altri brutti, la seconda volta a milano, un sacco di gente conosciuta, la fine della mia festa di compleanno quando tutti erano già andati via, la tenda bianca e il divano del mio terrazzo di Roma, un saccoapelo, l'acqua sui gradoni di Venezia, l'abbraccio di chi mi vuole bene e sa ascoltare, il peggio che avrei mai immaginato di sentire al telefono, la sensazione di toccare il fondo.
Poi voglio anche ricordare, il disorientamento di Salonicco, la forza di non mollare, il conto alla rovescia l'acqua gelida e il sole bollente della Sicilia, il mio cappello di paglia, il sudore d'estate, gli occhi pazzi e ubriachi di chi ti invita a ballare la pizzica, i piedi scalzi sull'asfalto del Salento, una faccia conosciuta tra la folla, un'alba e un saluto triste, il mio vestito rosso e gli artisti di strada, uno sguardo profondo a Porto Selvaggio, l'acqua verde, gelida e il silenzio intorno. Un anziano che mi dice che gli ricordo sua figlia, una chitarra di notte sulla spiaggia. L'ultimo esame, il muro arancio di una camera, la forza di dire mi dispiace, la tammorra, un'altra litigata a Trastevere e un altro tassista simpatico, un dono scartato, un saluto in stazione...